"Faccio schifo. Devo dimagrire."


Volevo solo essere magra, normale, come tutte le mie compagne di classe, e invece mi ritrovavo in sovrappeso, inadeguata, da correggere.

Mi chiedevo: perché io?
Perché proprio questo corpo grasso?
E perché non riuscivo a smettere di pensare al cibo?

L'unica risposta che ricevevo ai miei "perché" era:
"Laura, sei troppo golosa, ingorda, mangiona. Devi smettere di mangiare così tanto".

Dentro di me sentivo che c'era altro...
Nonostante questo ho trascorso i primi 20 anni della mia vita con quell'obiettivo sempre in sottofondo: dimagrire.

Tutto partiva sempre da una frase: "Faccio schifo, devo dimagrire 10 chili così finalmente starò bene e sarò felice."

E in quella parola - felice - c'era tutto il mondo di una ragazza:

  • un moroso
  • una taglia giusta di jeans
  • un corpo bello e tonico
  • autostima e sicurezza

Un mix di aspettative e continua insoddisfazione.

Partivo sempre carica, forte, in controllo, e le prime volte arrivavo sempre a destinazione: -10 kg.
Poi mi guardavo allo specchio e tutto quello che avevo immaginato non c'era:

  • nessun ragazzo era interessato a me
  • nessun corpo tonico, solo più magro e svuotato
  • nessun jeans nel quale mi vedessi davvero bene
  • nessuna autostima o sicurezza in più

Ma soprattutto, rimanevo una persona che si faceva schifo.

Così tornavo nello stesso loop: restrizione e abbuffata.
​In un attimo riprendevo tutto il peso perso, spesso con gli interessi.

Nel modo in cui mi dicevo "devo dimagrire" c'era già tutto.
Non era solo un obiettivo.
​Era il tentativo di uscire da quella versione di me che detestavo.

E finché sono partita da lì, il finale è sempre stato lo stesso...
Perché ogni volta che tornavo a mangiare in quel modo, ogni volta che mi dicevo di nuovo "faccio schifo" era la prova che non ero davvero cambiata.

Mi ci sono voluti anni di yo-yo del peso e di lavoro su me stessa per iniziare a vedere qualcosa di diverso.

Perché per quanto lo si controlli, il corpo torna sempre dove si sente al sicuro.

E allora torni a fare le stesse cose, a reagire allo stesso modo, a ritrovarti nello stesso punto.

È proprio lì che si gioca tutto... nei momenti in cui oggi ti perdi, in cui rifai esattamente quello che hai sempre fatto.

E questo cambia davvero la direzione del tuo percorso.

Perché non è solo perdere peso.
È smettere di pensare al cibo ogni giorno, dalla mattina alla sera.
È non dover ricominciare ogni lunedì.
È scegliere e fidarti di te, anche quando non è perfetto.
È sentirti più libera con il cibo e più leggera, non solo nel corpo, ma anche nel cuore.

L’obiettivo di voler dimagrire è legittimo.​
L’ho voluto anch’io per anni.
Ma ha funzionato solo quando è cambiato il modo in cui lo facevo, in linea con la persona che volevo essere.

Se leggendomi hai pensato "è quello che mi succede", rispondi a questa email. Ti leggo 🤍
​

🦋 La prossima settimana aprirò le iscrizioni al workshop Libera dall'Overeating che si terrà a metà maggio.
Se vuoi smettere di mangiare troppo, tornare in contatto con i segnali del corpo e ritrovare il potere della scelta con il cibo e con te stessa, puoi rispondere a questa email e iscriverti alla lista d’attesa.

Ti mando un forte abbraccio,
Laura

P.S. Qualche giorno fa ho parlato proprio di questa tematica in un reel sul mio profilo Instagram.
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"Mangio sano, seguo le linee guida, leggo le etichette degli alimenti, evito le schifezze. Faccio tutto bene. Poi arriva un momento in cui mi sento in gabbia... e finisco per mangiare tutto quello che trovo." Mi dice G. durante la sessione di orientamento."Non capisco perché mi succede", aggiunge. Arriva un punto in cui mangiare "sano" non ha più a che fare con il tuo stare bene, ma diventa qualcosa che devi fare. E spesso significa: Controllare. Evitare di sbagliare. Non esagerare. Stare...